Si è conclusa in modo inaspettato la corsa più ricca del mondo. Partito favorito, Frankie Dettori in sella a Sakhee, il miglior cavallo delle scuderie Godolphin, si è lasciato passare di nove lunghezze da Street Cry.
Quando si parla
di corse, la Dubai World Cup detiene il primato per essere l'evento più
ricco del mondo. E così, la scorsa settimana, l'attenzione del mondo
delle corse era focalizzata sulla sfida che si sarebbe svolta il 23 Marzo nel
prestigioso ippodromo del Dubai.
Il montepremi stanziato per il vincitore è di 3.600.000 dollari dei quali
"solo" il 10% è destinato al fantino.
Tutto perfetto come sempre: in mezzo al deserto, all'interno di un ippodromo
che, grazie ai formidabili impianti d'irrigazione, è verde come se si
trovasse nella foresta pluviale, migliaia di persone aspettavano l'evento dell'anno.
Unica differenza rispetto alle passate edizioni, la diserzione quasi totale
delle scuderie americane.
Davanti alle maggiori autorità degli Emirati la manifestazione ha preso
forma. Sette corse intervallate solo da uno spettacolo volto a celebrare la
grandezza dello Sceicco: la parata dei cavalli, le danzatrici dei capelli, le
canzoni e le danze caratteristiche.
Le prime sei corse, sebbene di primaria importanza, hanno perso luce di fronte
alla più ambita e ricca: la Dubai World Cup.
Frankie Dettori, trentaduenne figlio d'arte, più di cento vittorie gruppo
1 al suo attivo, nato in Italia ma oggi residente in Inghilterra a Newmarket,
era il favorito. Montava Sakhee, un cavallo che, come lui stesso ha dichiarato
prima della corsa, è considerato il più forte del mondo.
Qualcosa è andato storto, forse il terreno era troppo morbido per Sakhee
abituato a fondi più duri, forse il cavallo proprio sabato era irriconoscibile,
forse perché da cinque mesi non affrontava una corsa vera. Fatto sta
che a vincere il premio più grosso è stato proprio Street Cry,
sempre delle scuderie Godolphin, ma considerato il vice di Sakhee. Proprio uno
di quelli che, a detta di Dettori, non doveva rappresentare un pericolo.
Street Cry, cavallo che fino all'anno scorso era considerato la prima scelta
delle scuderie Godolphin, dopo un piccolo infortunio poco prima del Kentucky
Derby al quale si stava preparando, non si era fatto vedere fino a sabato scorso,
riprendendosi la gloria che ancora meritava.
Il vincitore era montato da Jerry Bailey quarantaquattrenne texano che, convocato solo a una settimana dalla corsa, ha firmato la sua quarta vittoria alla DWC 2002 su sette edizioni a cui ha partecipato. E' sorridente e, fiero dell'ultimo successo, dice "Dubai mi porta fortuna". Ma Dubai, oltre che a portargli fortuna, lo ha aiutato ad alimentare il suo già florido conto in banca. Il 24 Marzo, infatti, le vincite che il texano ha accumulato con quattro vittorie alla DWC, ammontano a 1.200.000 dollari, una bella fortuna!
E Frankie? Frankie per quest'anno si è dovuto accontentare solo del terzo posto nella gara più importante e della vittoria del Derby degli Emirati. Un premio di consolazione in confronto alla posta in gioco nell'ultima corsa. Ancora non si capacita di come, proprio Sakhee, si sia fatto battere in questo modo "Il cavallo che montavo assomigliava a Sakhee, ma non era lui".
Maddone Biagi in
Montanelli
Mi rendo conto che il maddone è un giornalista di fama mancato, ma adesso preferirei tornare alla home!
Anzi no! fammi vedere il reportage sulla vacanza a Dubai!